Mi è caduta una meteora addosso

Testimonianza di un genitore di Oltre

Sono il padre di una ragazzaMeteora di 15 anni che soffre di DCA. Ho 52 anni, sono felicemente sposato e babbo di 4 splendide principesse. La nostra è una famiglia tranquilla, una come tante. Ci sono alti e bassi, situazioni giornaliere che ci sono in molte altre famiglie. Niente, a mio avviso, che possa giustificare quello che sto passando.
Ottobre 2013 mia figlia si ammala di mononucleosi. Purtroppo nella forma più grave: transaminasi con valori molto alti, placche alla gola. Non ci sono medicine che la combattono. Una malattia che richiede molta pazienza e l’unica cura è una dieta molto leggera. Un mese di minestrina vegetale , riso, carne e patate bollite scondite. La prima conseguenza è la fisiologica perdita di peso. Non che fosse grassa o obesa, anzi ai miei occhi era perfetta.
Passato questo mese noto che il rapporto con il cibo è sempre più difficile, continua a mangiare scondito e non ha voglia di ritornare al menù precedente la mononucleosi. Alle mie sollecitazioni risponde che non ce la fa e, se mangia un’altra cosa o un po’ di più, ha mal di pancia. Appena inizia a mangiare beve molta acqua: un minuscolo pezzo di carne e un bicchiere d’acqua, un minuscolo pezzo di pane e un bicchiere d’acqua e cosi per tutto il pasto (se così si poteva chiamare). I primi segnali: perdita del ciclo mestruale, sente sempre freddo, le punta delle dita della mano scure, labbra scure e soprattutto sguardo infelice. Lei, che anche quando era seria aveva un’espressione felice con gli occhi che “andavano” all’insù, ora non ride più…..

Primi sospetti di un qualcosa che non va.....

Primi sospetti di un qualcosa che non va….. ricerca su internet…digito anoressia e….si….corrisponde tutto….. i sintomi sono proprio quelli!
Fino a qualche mese fa pensavo: “Anoressia, ma chi è quel matto che non mangia fino a mettere a rischio la propria vita?” Invece….
Ne parlo subito con mia moglie. Come tutti i genitori la prima cosa che facciamo è quella di cercare di risolvere la questione come fosse una malattia qualsiasi.
Subito inizio dicendole che se non ritorna a mangiare rischia di creare danni irreparabili al suo corpo fino ad arrivare alla morte. Le spiego che le calorie che sta assumendo sono circa un decimo del fabbisogno giornaliero. Cerco di farle capire che in questo momento, dentro, ha 2 Lei : una Cattiva e l’altra Buona. La parte Cattiva è quella che sta avendo il sopravvento, le sta occupando tutto il cervello, tutto il corpo; deve lottare affinché la parte Buona ritorni predominante prima che sia troppo tardi. Tutto inutile. L. è impermeabile, dietro l’aspetto estetico ha eretto un muro insensibile ad ogni buon consiglio. Dice di sentirsi bene e soprattutto di vedersi come piace a Lei: come una modella!!!!
E si, il suo modello estetico è lo stesso di molte altre ragazze della sua età.

Inizia la battaglia

Inizia la battaglia. Ogni volta che ci si mette a tavola è una guerra. Andiamo avanti a forza di trattative e ricatti: “se non mangi non esci”….”se non mangi ti tolgo il telefonino”.
Qualche volta cede, altre no. Il suo fisico è sempre più magro. Una domenica sera raggiungo l’apice. Davanti ad un piatto di minestrina dice che non mangia perché vuole il riso. “No, avevi chiesto la minestra e non trovare scuse che volevi il riso. Questa volta la mangi tutta a costo di stare qui , io e te, fino a domani mattina!!”. È volato qualche ceffone. Non sembra di avere davanti mia figlia ma un’altra persona. Dice cose insensate, trovava mille scuse, fa finta di rimettere. Siamo stati davanti al piatto per un’ora. Piangendo mangia quasi tutto il piatto. Poi va a dormire. Passo una delle notti più brutte della mia vita.
Per la prima volta nella mia vita di genitore ho capito che non ero in grado di affrontare questo problema. Forse lo avevo sottovalutato, era davvero molto grande. Con mia moglie abbiamo deciso di affidarci a dei “professionisti”. Ci siamo rivolti ad una psicologa ed abbiamo iniziato il percorso. Nel mese di febbraio facciamo un totale di 6 incontri 3 senza nostra figlia, 1 insieme a lei e 2 lei con la dottoressa. La settimana successiva si ammala per il virus gastrointestinale ed perde quasi 5 chili. Abbiamo “scoperto” che qualche volte ha rimesso volontariamente. Fortunatamente, in quel periodo, parlo della questione con un mio amico che ha avuto lo stesso problema con sua figlia. Seguendo il suo consiglio abbandono la strada intrapresa e contattato immediatamente la D.ssa Tavoni al Salesi e l’associazione FANPIA a Pietralacroce

La speranza

Fin dal primo incontro con la D.ssa CAPANNELLI capisco che è la strada giusta. Vedo mia figlia che alle domande della D.ssa rimane a bocca aperta. Impreparata e sorpresa dall’attacco, si trova con le spalle al muro. Forse il muro viene scalfito. Le prime ammissioni, l’inizio di un lungo percorso. Poi l’incontro con il D.re nutrizionista REGNI. A quattrocchi, in un ora, concordano una dieta per “non andare oltre”, non avvicinarsi al burrone. È l’inizio, le cose stanno migliorando, lentamente, ma Dio mio quanto è difficile!! Che malattia subdola! Ma quale meccanismo si insinua nella mente umana per portarlo a farsi tanto male??
Ora siamo in “terapia”, si in terapia anche Noi, presso questo centro. Grazie a persone preparate e ai confronti con gli altri genitori che hanno i nostri stessi problemi, cerchiamo di venirne fuori. Perché questa malattia colpisce i nostri figli ed anche noi genitori. Si, anche i genitori, stressati ed indifesi a lottare contro l’autodistruzione dei nostri figli.
Grazie Fa.np.i.a. – “Oltre….a riveder le stelle”.

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Una risposta a Mi è caduta una meteora addosso

  1. malatadicibo ha detto:

    L’ha ribloggato su Malata di Cibo.

    Mi piace

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