Rapporto con il cibo: quando l’alimentazione può essere recepita in maniera distorta

Testimonianza di Paolo Marconi

RealtHungry Hearts_Locandinaà e finzione si rincorrono anche in tema di rapporto (aberrante) con il cibo. Un film e un fatto di cronaca, entrambi con esito tragico, mi hanno particolarmente colpito in questi ultimi giorni. Al cinema mi è capitato di vedere Hungry hearts (Cuori affamati) di Saverio Costanzo, premiato per la migliore interpretazione femminile e maschile all’ultima mostra di Venezia. Ambientato negli Stati Uniti, vi si narra del dramma che spacca una giovane coppia, in cui lei, vegetariana vegana e afflitta dall’ossessione che tutti i cibi di origine animale e industriale siano contaminati, priva il suo bambino, dopo lo svezzamento al seno, delle proteine necessarie allo sviluppo, con gravi pericoli per la salute del piccolo. La donna rifiuta anche qualsiasi contatto con i medici. Il padre, dopo aver fatto visitare di nascosto il figlio da un pediatra, cerca di alimentarlo in modo adeguato, ma puntualmente la madre lo “purifica” con sostanze vegetali; finché il bambino viene affidato alla nonna paterna. Non starò qui a raccontare l’epilogo tragico della storia.

Morte per carenze alimentari

Il fatto di cronaca. Il telegiornale dà notizia, dal Piemonte, della morte per carenze alimentari di un sessantenne e del grave stato di deperimento della compagna, ricoverata in ospedale. La coppia, di origine francese, pare fosse promotrice di una comunità che pratica il principio della “purificazione” attraverso un regime alimentare tendente al digiuno. L’allarme è stato dato dalla donna, quando però non c’era più niente da fare per l’uomo. Sono in corso indagini per fare piena luce sul terribile episodio e sull’ambito nel quale è maturato.

Tendenze distorte

Due storie (una frutto di finzione, l’altra realmente accaduta) diverse eppure simili per molti aspetti, che devono indurre a una riflessione su certe tendenze distorte, quando non totalmente aberranti, in fatto di rapporto con il cibo, alla vigilia dell’Expo di Milano, l’esposizione mondiale dedicata proprio al cibo come elemento centrale, non solo per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità, ma anche per la cultura e l’economia. Capita sempre più spesso che messaggi positivi, come la lotta alla contraffazione e alla adulterazione, e per contro la valorizzazione della qualità e della produzione certificata, o la pubblicizzazione di corretti stili di vita e di alimentazione, siano recepiti in maniera gravemente distorta. Le conseguenze possono essere irreparabili.                      

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