Decalogo per chi vuole aiutare un caro, malato di DCA

Testimonianza di TEMIMAH ZUCKERTemimah Zucker 
(tradotta da Caterina Marconi)

(Testo integrale  http://www.huffingtonpost.com/temimah-zucker/eating-disorder-awareness-week_b_6728822.html?ncid=tweetlnkushpmg00000067)

La consapevolezza relativa ai disordini alimentari: alcuni consigli per chi vuole sostenere una persona cara

Il giorno inHopeZucker cui mi hanno detto che soffrivo di anoressia, entrambi i miei genitori erano con me nello studio del mio pediatra, seduti accanto a me nel tentativo di trattenere le lacrime.

I miei genitori sono state le persone più coinvolte nella terapia, erano quelli che dovevano assicurarsi che io mangiassi ogni giorno quando non ero in grado di farlo da sola. Sono stati i miei sostenitori per tutto il tempo, toglievano tempo alle loro vite per portarmi agli appuntamenti, restavano su Skype con me durante i miei pasti, frequentavano la terapia familiare ….

Ma non erano i soli.

Dato che questa settimana (22-28 Febbraio) è la “Settimana nazionale della consapevolezza dei disordini alimentari”, è importante puntare i riflettori sulla consapevolezza  in generale e creare un dialogo sulla vera natura dei disordini alimentari, che non devono essere elementi discriminanti.

Quello che pensano le persone.....

Le persone spesso immaginano ragazzine adolescenti quando pensano al tipo di persone che soffrono di disturbi alimentari. In realtà questi colpiscono indistintamente uomini e donne di tutte le età. Ci sono molte risorse per i genitori che vogliono essere coinvolti nella terapia del proprio figlio, come in molti casi noti di disturbi alimentari che colpiscono adolescenti e giovani. Ma ci sono poche risorse e organizzazioni per  tutte le altre persone che vogliono sostenere chi ne soffre.

Quando mi hanno diagnosticato di soffrire di anoressia, i miei amici, i miei fratelli e sorelle e il mio ragazzo volevano aiutarmi. Ma è stato molto difficile soprattutto perché non prestavo ascolto; non credevo di aver bisogno di aiuto, non credevo che loro potessero capire.

Non vivevano la mia vita di tutti i giorni come invece facevano i miei genitori, non erano coinvolti nella mia alimentazione né nella mia terapia … ma volevano aiutarmi e sapevano che soffrivo. Mi guardavano trasformarmi in una persona diversa e si sentivano inutili mentre io mi ritiravo sempre di più nella mia malattia.

Ogni sostegno che viene offerto ad una persona che lotta contro un disordine alimentare è prezioso. Che venga da genitori, parenti, colleghi, etc. Quelli che cercano di sostenerti spesso provano tante emozioni diverse (tristezza, paura, frustrazione, confusione) e più sono informati, più sostegno viene dato loro, tanto più potranno darne.

Consigli

Qui di seguito alcuni consigli per le persone che vogliono stare vicino a chi soffre di disordini alimentari, compresi fratelli e sorelle, partner e amici:

  • Non convincetevi di non poter fare nulla. La persona che amate sta passando un periodo difficile e il vostro sostegno è fondamentale. Magari non capirete cosa sta passando, ma questo non significa che non vuole il vostro coinvolgimento. Difficilmente qualcuno può capire davvero cosa passa una persona che soffre di disordini alimentari; ciò che potete fare è dimostrare al vostro caro che vi importa di lui/lei e che volete aiutarlo/a. E questo non può essere fatto in una sola volta. È necessario parlare a lungo e convincere questa persona che la amate e che siete lì per lui/lei.
  • Sondate il terreno cercando di creare uno spazio di libera comunicazione. Non siete sicuri di poter toccare certi argomenti? Siete tesi a parlare di cibo, diete o perfino di vestiti e celebrità? Chiedete! Ci sono alcuni argomenti che probabilmente saranno da evitare come le calorie, ma se non siete sicuri potete dire liberamente al vostro caro che volete farlo sentire a suo agio .
  • Siete una motivazione molto forte! Ho sentito tantissime volte che persone che soffrivano di disturbi alimentari volevano stare meglio per poter essere un buon esempio per i propri fratelli e sorelle o per tornare ad avere relazioni profonde e divertenti. Ma al tempo stesso non mettete pressione. Se siete un elemento motivante per il vostro caro, fantastico! Vi sentirete fortunati! Ma non usate questo aspetto per mettere pressione. Ho già sentito gente che per sostenere una persona cara affetta da disordini alimentari diceva “Se mi volessi bene, cercheresti di stare meglio e sapresti che penso che sei fantastico/a”. Il sentimento c’è ma calpesta il dolore profondo e la sofferenza della persona che sta vivendo il disturbo alimentare;  fa sembrare la persona cara egoista, come stesse facendo niente per migliorare.
  • Siate pazienti.  Per guarire ci vuole tempo … e la guarigione si aggrappa alla speranza. Molto spesso il vostro caro non è certo che la guarigione sia possibile e potrebbe cercare il vostro sostegno. Nel momento in cui dubiterete di lui/lei, se ne accorgerà subito. Quindi, anche se è molto dura, dovete aggrapparvi alla speranza che le cose andranno meglio.
  • È fondamentale mostrare al vostro caro che gli/le volete bene anche se soffre di un disordine alimentare. A volte le persone non credono di poter essere amate e non si sentono né speciali né adeguate, quindi dimostrarglielo e ricordarglielo è fondamentale. A volte può aiutare iniziare a fare delle attività che non c’entrano niente con i disordini alimentari, per dimostrare alla persona cara che volete stare con lei e che è questa la cosa più importante.
  • La persona affetta da disordini alimentari probabilmente avrà esigenze diverse in questo periodo. I fratelli, i partner o gli amici vorranno fare cose che non fanno sentire la persona in questione a proprio agio. Per i partner l’intimità cambierà. Andare a fare un giro al centro commerciale diventerà difficile perché provare vestiti diventerà terribile. Non prendetelo come un qualcosa contro di voi. Provate piuttosto ad instaurare un dialogo riguardo a cosa fa sentire il vostro caro a suo agio. Come potete essere d’aiuto sul posto di lavoro o a scuola? Che tipo di attività vanno bene? Che tipo di aiuto vuole da voi? Non abbiate paura di chiedere con gentilezza.
  • Ritagliatevi del tempo per voi! Spesso consiglio agli amici più stretti e alla famiglia di vedere uno psicologo per parlare di com’è vivere un’esperienza del genere. Prendetevi cura di voi stessi e trovate del tempo per fare qualcosa per voi. Se non vi prendete cura di voi stessi, come potete prendervi cura del vostro caro?

Chi sostiene una persona che soffre di solito è una persona molto forte. Non è facile e non sempre è piacevole, ma vale davvero la pena. Io non sarei qui oggi senza l’aiuto di quelle persone che mi hanno fatto sentire amata e mi hanno fatto ricordato che non solo c’erano molte cose per cui valeva la pena vivere, ma anche che credevano in me, anche quando nemmeno io stessa ci credevo.  

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