Considerazioni sul convegno “UPDATE DCA”

UPDATE DCAI soldi non mancano. I soldi non sono un problema”. Suona quasi incredibile, troppo bella, una frase del genere, pronunciata in pubblico in una circostanza ufficiale da un rappresentante delle istituzioni, in un periodo di vacche magre come questo che stiamo vivendo. Non credevano alle proprie orecchie, gli operatori sanitari e i genitori convenuti nella sala di rappresentanza della Fondazione Cassa di risparmio di Fano in occasione dell’incontro organizzato dalla sezione Marche dell’associazione di genitori Mi Fido Di Te onlus di Todi e dall’associazione Heta di Ancona, per fare il punto sulla situazione dei disturbi del comportamento alimentare. A pronunciare quelle parole magiche, che hanno aperto il cuore di molti alla speranza, è stato il direttore del servizio sanità della Regione Marche, Dr. Piero Ciccarelli, invitato a illustrare i punti principali della delibera sui Dca recentemente approvata dalla Giunta regionale. L’importante provvedimento, che punta a colmare una grave lacuna del sistema sanitario marchigiano, delineando una rete di servizi diffusi sul territorio (a partire dagli ambulatori specialistici multidisciplinari), attende ora la linfa vitale di adeguate risorse finanziarie, per poter dare risposte efficaci al dramma che, insieme alle loro famiglie, quotidianamente vivono migliaia di giovani e giovanissimi affetti da anoressia bulimia e altri disturbi. Dunque, secondo il dottor Ciccarelli, le risorse finanziarie non mancherebbero: il che è già una buona, buonissima notizia. Perché essa si traduca in atti concreti, però, occorre che la politica (il nuovo governo regionale che uscirà dalle elezioni del prossimo 31 maggio) disponga di conseguenza. Si vedrà. Ma una cosa è certa: sarà difficile per chiunque, a questo punto, fare marcia indietro. Ne sono pienamente convinti i genitori e le associazioni che con la loro azione di pressing sulla Regione hanno già ottenuto il risultato dell’approvazione della delibera di indirizzo.

Il convegno è servito agli operatori sanitari già impegnati nelle (carenti) strutture attive attualmente sul territorio marchigiano, per fare il punto della situazione con la quale devono confrontarsi ogni giorno, potendo contare su forze e risorse assolutamente inadeguate.

Sono circa tre milioni i malati di DCA in Italia

Molto interessante la parte più clinica del convegno. La dottoressa Laura Dalla Ragione, direttore della rete Dca dell’Umbria e responsabile del centro residenziale Palazzo Francisci di Todi, ha sottolineato le dimensioni sempre più allarmanti del fenomeno Dca (circa tre milioni di ammalati in Italia) e l’aumento esponenziale dei casi in età prepuberale, in un quadro che riguarda principalmente giovani di sesso femminile, con una sempre maggiore incidenza, però, anche tra i maschi (fino al 20% nella fascia di età compresa tra i 12 e i 17 anni). Fondamentale – ha detto – è la diagnosi precoce, l’individuazione tempestiva del disturbo, e la continuità delle cure, sotto la regia di un’equipe multidisciplinare di operatori. Importantissimo anche il coinvolgimento delle famiglie. Su questo aspetto si è concentrato l’intervento della dottoressa Paola Bianchini, filosofa responsabile del gruppo di ascolto per pazienti e genitori di Palazzo Francisci. Non esiste – ha affermato – una famiglia tipo, in seno alla quale i disturbi del comportamento alimentare dei giovani possono trovare più facilmente terreno di diffusione. E il senso di colpa e di isolamento che prostra i genitori va assolutamente combattuto, perché la presenza della famiglia possa trasformarsi in fattore decisivo di guarigione.

La dottoressa Cristiana Santini, psicoterapeuta docente al master sui Dca di Perugia e referente per la zona di Fano del centro Heta, ha posto l’accento sul fatto che i disturbi del comportamento alimentare sono conseguenza di un problema di tipo relazionale che la giovane o il giovane si trovano ad affrontare nel momento cruciale della presa di consapevolezza della separazione, del distacco tra sé e l’altro. Che fare, allora? Un consiglio ai genitori: compiere un passo indietro, dalla domanda immediata di soluzione del problema a un altro tipo di domanda, per saperne di più su quanto sta succedendo al proprio figlio.

Paolo Marconi

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