Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita, e tu lo chiamerai destino – Introduzione (1/6)

Nicole, unCopertinaa ragazza che ha concluso il percorso di cura presso il nostro centro (“Oltre a…riveder le stelle), lo scorso giugno ha sostenuto gli esami di stato a conclusione del ciclo scolastico della scuola secondaria. Come tema della sua tesina ha deciso di parlare della sua malattia. Con il suo consenso abbiamo deciso di pubblicarla. Un testo, molto emozionante, che ci permette di vedere l’anoressia con i suoi occhi. Oltre l’introduzione sono sei capitoli che pubblicheremo in sei momenti diversi per poter meglio valorizzare il suo scritto.

Oggi inizieremo con la sua Introduzione

INTRODUZIONE

Ho scelto di trattare questo argomento in quanto mi ha toccato da vicino e ho vissuto tutte le sfaccettature di tale malattia, ce l’ ho ancora nella pelle e nel cuore. Non è facile da confessare, ti vergogni ad essere anoressico, anche se in realtà l’anoressia è un grido di dolore estremo, ma muto. Ho pensato che data la sua gravità , la poca conoscenza e la poca importanza che le viene data dalla società, fosse giusto parlarne per farla comprendere meglio a chi non l’ha vissuta in prima persona. Ho deciso di non soffermarmi troppo in definizioni scientifiche o teoriche, ma più che altro sul perché si scatena questo mostro chiamato “Anoressia” e cosa provoca nei sentimenti, nell’ umore, nella vita e nell’ organismo delle persone che ne sono colpite. Vorrei precisare col dire che essa, come tutti i Disturbi del Comportamento Alimentare è una patologia complessa che riguarda solo apparentemente un disagio del corpo e della funzione alimentare, ma ha piuttosto a che fare con uno stato di malessere e difficoltà profonda della persona. L’anoressia ancora oggi colpisce prevalentemente il sesso femminile, circa il 90%, pur essendo in grande aumento negli uomini, insorge nella maggioranza dei casi durante l’adolescenza, anche se l’età di esordio della malattia si sta abbassando e, attualmente, si riscontrano sempre più casi nell’ infanzia e nella pubertà.

ImmagineIntroduzione

“ Per quanto ci si provi, il dolore non si può né mangiare né misurare, ma solo interrogare “

In Italia si è stimato che la prevalenza di anoressia tra le donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è di circa 65.300 casi, pari al 1.5% e che l’incidenza è di 15 casi per 100.000 abitanti, pari a circa 8.500 nuovi casi all’anno. Le spiegazioni a questo riguardo possono essere riferite a livelli biologici, psicologici e sociali, fra cui le famiglie conflittuali, forme di associazioni inconsce fra il cibo e condizioni relazionali, sofferenza rispetto alla propria identità corporea. È certo che le persone con questo tipo di malattia sono soggette a posizione iperempatica, tendenti a sovrastimare il rapporto con il mondo, a disconoscere se stesse e il proprio corpo, dovranno dunque essere guidate a riconoscere la concretezza del proprio sé e la necessità del suo equilibrato controllo. L’ Anoressia secondo la mia esperienza è come un grande labirinto, entri quasi per gioco senza neanche accorgertene, ma poi una volta entrato non sai più come uscirne, perché come nel labirinto non ritrovi più la strada, nell’ anoressia perdendoti al suo interno, arrivi al punto di non conoscere più te stesso, non trovando più il motivo per il quale hai vissuto fino a quel momento. Per questo credo che questa malattia è morte, perché anche se respiri, lei ti ha già ucciso l’anima e senza un aiuto scientifico, sanitario, vince lei. (1/6 segue→….)

 

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