Riflessioni sulla Tavola Rotonda “Mi è caduta una meteora addosso. I Disturbi Alimentari dalla parte dei genitori”

“Mi è caduta una meteora addosso”. “Oltre … a riveder le stelle”. Calza a pennello il duplice riferimento astronomico, per descrivere il percorso di molte (sempre p28/06/14 IncontroAnconaiù numerose) famiglie costrette a fare i conti con il dramma dei disturbi del comportamento alimentare dei propri figli (anoressia, bulimia, obesità …). Dall’impatto traumatico con la malattia, che sconvolge la vita di chi ne soffre e di chi gli sta più vicino, alla lenta risalita verso la guarigione. “Mi è caduta una meteora addosso”: è il titolo della tavola rotonda promossa ad Ancona dalla Fanpia onlus, l’associazione di volontariato che, in collaborazione con l’unità di Neuropsichiatria Infantile del Salesi, l’Associazione Heta e altri soggetti, offre sostegno e assistenza ai ragazzi e alle rispettive famiglie, attualmente tramite il progetto
denominato, appunto, “Oltre … a riveder le stelle”. L’iniziativa pubblica, una sorta di ‘stati generali’ sulla situazione dei Dca nella nostra regione, è servita a dare voce alle famiglie, che si trovano ad affrontare il grave problema, e agli operatori – medici di base e pediatri, psicoterapeuti, psicologi, nutrizionisti. 28/06/14 foto IncontroVuoto è rimasto invece – e duole doverlo sottolineare – il posto riservato al principale interlocutore istituzionale, la Regione. Un vero peccato perché, oltre ad ascoltare la viva voce dei cittadini impegnati in prima linea nella lotta a un vero e proprio flagello che mina la vita delle più giovani generazioni, il governo regionale avrebbe potuto prendere nota dei risultati del questionario proposto dalla stessa Fanpia su tutto il territorio marchigiano. E sì che i disturbi del comportamento alimentare hanno più o meno – come è stato fatto notare – la stessa incidenza del diabete e dell’epatite C, ma purtroppo non la stessa risposta, sia a livello di prevenzione, che di assistenza. Nelle Marche, ad esempio, manca una struttura riabilitativa, il che obbliga molte famiglie a compiere ‘viaggi della speranza’ in altre regioni. È una battaglia per il diritto alla salute di tanti giovanissimi adolescenti, quella che è stata lanciata, in modo pressante, durante i lavori della tavola rotonda. “La Regione – è stato sottolineato con forza – deve assumersi le proprie responsabilità, mettendo in campo una volontà politica che coordini gli sforzi dei vari soggetti (anche privati) e individuando nel proprio bilancio un budget specifico per questa patologia”. Dalle risposte al questionario emerge una serie di sollecitazioni alle istituzioni e agli operatori; tra le altre: l’organizzazione capillare nel territorio di strutture preparate a un approccio multidisciplinare al problema dei Dca e l’attivazione di una struttura residenziale riabilitativa. Un rich28/06/14 Foto Incontroiamo è venuto anche alle responsabilità del mondo della scuola, che molto potrebbe fare per l’informazione e la prevenzione primaria. A questo proposito, anzi, sono risuonate come un monito le lapidarie parole di una ragazzina, intervenuta a conclusione del dibattito: “Io ho questo problema. Perché a scuola non se ne parla?”. I genitori, veri protagonisti della tavola rotonda, hanno portato la loro toccante testimonianza, una sorta di canovaccio di un dramma, che sempre più vuole uscire dal chiuso delle mura domestiche, per investire l’intera società. Perché – come diceva il titolo della tavola rotonda – a chiunque può capitare, da un giorno all’altro, di sentirsi “cadere addosso una meteora”. Ma è con l’aiuto di tanti che si può sperare di tornare a … “rivedere le stelle”, insieme ai propri figli.

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