I Disturbi Alimentari – Un excursus sulle cause

Si può dire a ragione che le cause che possono portare allo sviluppo di un DCA sono molteplici. Fra queste alcune sono necessarie per provocare il disturbo, i cosiddetti fattori predisponenti, altre costituiscono l’innesco, l’inizio dei primi sintomi (fattori scatenanti), altri infine mantengono il disturbo e rendono difficile il processo di guarigione (fattori di mantenimento).

1) Chi sviluppa un disturbo alimentare non è spinto da motivazioni socioculturali (tutti noi infatti siamo bersagliati ogni giorno da messaggi di questo genere, ma solo una minoranza sviluppa un disturbo), ma nasconde spesso sottostanti profondi fattori psicologici di disagio.

2) I fattori sociali comunque rinforzano sempre il mantenimento del disturbo, promuovendo l’idea che la magrezza costituisca un indubbio valore distintivo, in grado di ridurre le insicurezze tipiche dell’età adolescenziale, e si pongono come fattore di rischio per la cronicizzazione del disturbo.
3) In particolare sembra che i continui richiami alla magrezza, la denigrazione del soprappeso e obesità, l’attenzione sproporzionata all’apparenza e l’enorme disponibilità di cibo, svilito e spodestato dal suo ruolo principale di nutrimento siano un terreno fertile per l’esordio di sintomi alimentari sparsi a macchia di leopardo in tutta la popolazione giovanile, anche in assenza di un disturbo alimentare vero e proprio.

4) Un ruolo importante è dato anche dal desiderio di identificarsi con i propri coetanei, per cui si sviluppa la tendenza a emularne i comportamenti, nel tentativo di trovare in loro le risposte a quella sicurezza che non trovano in sé stessi, non avendo ancora una personalità strutturata in modo stabile. L’adolescenza come momento di cambiamento.

5) L’ambiente familiare rappresenta il nucleo intimo nel quale convinzioni e comportamenti vengono discussi, accettati e proposti come modello, sia in modo diretto che attraverso l’uso di messaggi non verbali; le figure genitoriali determinano il contesto in cui il bambino cresce e si sviluppa e assumono un ruolo importante nell’adozione di convinzioni e comportamenti a rischio per lo sviluppo di un alterato rapporto con il cibo, rappresentando al tempo stesso un elemento chiave per la prevenzione e per il trattamento.

6) Dal momento che i modelli estetici ideali sono anche patrimonio culturale delle famiglie i bambini li riconoscono primariamente attraverso i genitori o i fratelli maggiori e facilmente finiscono per considerarli un normale modello di riferimento. Sono infatti molti i bambini che esprimono la paura del grasso nonché il desiderio di iniziare una dieta anche se non ne hanno affatto bisogno.

7) Il disturbo alimentare esordisce quasi sempre dopo una dieta dimagrante intrapresa da un soggetto normopeso o con sovrappeso modesto. Soggetti adolescenti o giovani adulti che si sottopongono a una dieta rigorosa aumentano di 18 volte il loro rischio di sviluppare DCA; una dieta più leggera lo aumenta comunque di 5 volte.

8) Distorsione dell’immagine corporea. Per disturbo dell’immagine corporea si intende l’alterazione del modo di vedere il proprio corpo o alcune parti di esso, che appaiono agli occhi dei soggetti sproporzionalmente grandi rispetto alla realtà. Talvolta capita che il soggetto posto davanti allo specchio riconosca di essere magro, ma abbia lo stesso la sensazione interiore di essere grasso. Sentirsi grassi, così come vedersi grassi, contribuisce a mantenere il disturbo e aumenta notevolmente il senso di paura che questi soggetti provano. La distorsione dell’immagine corporea occupa un ruolo centrale nello sviluppo e nel mantenimento dei DCA.

9)Attività fisica e comportamento alimentare. Un esagerato aumento dell’attività fisica superiore alle normali abitudini ed alle reali necessità deve essere considerato sospetto di DCA, specialmente quando occupa la maggior parte del tempo disponibile, e rappresenta l’unico interesse perseguito con insistenza dal soggetto. Per molti anni si è parlato di discipline sportive che possono favorire l’insorgenza di un DCA, fra cui danza classica, pattinaggio, atletica e in generale gli sport che hanno come caratteristica specifica il controllo costante del peso-forma per mantenere un livello ottimale di prestazione. Per questi sportivi, il rischio di sviluppare un DCA è legato alla forte pressione dell’ambiente in cui viene praticato lo sport e al desiderio di migliorare continuamente la propria performance e il proprio stato di preparazione fisica.

10) Infine, soltanto un accenno a quei fattori di rischio che fanno parte della storia del soggetto e sono scarsamente modificabili: la presenza di lutti o eventi di perdita nella famiglia, anche in epoche molto remote, eventi di vita gravi come maltrattamento e abusi/violenza sessuale, o traumi infantili legati ad un cattivo inserimento sociale (ripetute prese in giro dei coetanei e degli adulti sul peso e l’aspetto fisico, isolamento dagli altri etc). Alcuni tratti di personalità come la rigidità, il perfezionismo, e l’intolleranza alle frustrazioni sono presenti nella maggior parte dei soggetti con disturbi alimentari.

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